
Vi sono biografie impossibili da ricostruire: memoria ed immaginario collettivi ne hanno sfigurato i tratti, sovrapponendo la maschera della caricatura all’espressività multiforme del volto. Ed è questa verità oltraggiata che lo spettatore si trova subito davanti quando il viso della “Venere ottentotta” invade la scena, addirittura straripa dai confine ristretti dello schermo: ciò che la parola o il gesto non possono manifestare, si accumula e grava sui lineamenti tumefatti ed è un urlo muto e per questo tanto più agghiacciante. E’ di fatto un identità storpiata quella di Saartjie (Yahima Torrès), una donna sudafricana, esibita da cinici sfruttatori per le peculiarità fisiche fra il 1810 e il 1817, prima a Londra nei circhi umani poi nel salotti dell’aristocrazia parigina e nei bordelli, infine, da morta, trasformata in un grottesco calco, sui banchi dell’Accademia Reale delle Scienze di Francia.
“La Venere nera “ di Kechiche( “La schivata”, “Cous-Cous” ) vuole osservare a distanza ravvicinata la tragica mutilazione di un’identità individuale in stereotipo vivente e in feticcio da esposizione: per questo non racconta la parabola discendente di Sartjie in modo lineare assumendo la prospettiva distanziante del cronista ommnisciente ed oggettivo. Al contrario la macchina da presa entra nel cuore della passione della donna-fenomeno, ne dilata i tempi, frammentandone le tappe salienti in atti: gli attori del dramma sono costretti ad esibirsi fra fondali diversi di un medesimo palcoscenico, gli spettatori sono subdolamente chiamati ad assistere al turpe spettacolo, a sentirsene chiamati in causa come testimoni. L’indegna rappresentazione non ha né azione né dialoghi, il dramma è monotono, esasperante nella ripetitività: un corpo, percepito come mostruoso, si contorce grugnendo dentro una gabbia o in un eleganti salotto nobiliare, attorno figure anonime urlano, applaudono, si avvicinano, ne sfiorano le pelle, la accarezzano lascivamente, alcuni ridono, altri si allontanano disgustati o impietositi. Lei non si ribella, docile recita la parte di “selvaggio attribuitale”, piange talvolta; le grottesche performance di lei suscitano o morbosa curiosità, romantici desideri di esotiche evasioni e persino dotte elucubrazioni scientifiche. “Dirò che sei una principessa…le fanciulle saranno contente”, le dice il giornalista intervistandola: il “diverso” è pur sempre una costruzione forzata di secoli di miti, tradizioni e pregiudizi. Si vedono in schiave umiliate esotiche principesse e solo lo sguardo ferito dell’”Ottentotta” vede il mondo per quello che è.
“La Venere nera” scava pertanto nell’ambiguità delle categorie di pensiero di gran parte della cultura europea, illuminismo compreso: in una tribunale londinese, mentre si dibatte il caso di Sartjie si sente dire che la protezione dei diritti anche dei deboli attesta la grandezza di una civiltà ed è una nota stridente!
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CUORE: il volto di Sartjie
FATE CASO A: Come trovate Sartjie? La risposta verrà, immagino spontanea, ma se ci pensate bene la prontezza della risposta, la difficoltà nel darla o il pensiero che la domanda sia inutile è la prova della forza invincibile dei pregiudizi
PER UN CONFRONTO: le riflessioni sui selvaggi o sulla diversità ha una lunga riflessione, a cominciare da Erodoto, Montaigne, Rousseau. Di tale riflessione il film può costituire un capitolo interessante.
Un confronto interessante è con il film di Malich “The New World”, la cui protagonista femminile può rievocare l’eroina di “La Venere nera”
PERCORSI CULTURALI PER CUI PUO' ESSERE UTILIZZATO: -il mito del buon selvaggio- illuminismo e pregiudizi- la retorica dell’”altro da sé”
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STELLE( il punto di vista prevalente della critica italiana): *** la biografia della “Venere Ottentotta” nella quale l’autore di “Cous-cous” pur non rinunciando al suo consueto stile di regia iperrealistico si cimenta nella ricostruzione d’ambiente in costume.
VOTO/BILANCIO: 6.50
Criteri soggettivi di valutazione
Voci: 1-originalità di situazioni, visione del mondo e chiarezza/lucidità nell’esprimerla: 5
2- stile di regia, interpreti: 8
3-leggerezza, ritmo, impatto emotivo: 6
Per trama, trailer, galleria di immagini, scheda tecnica e galleria di opinionisti competenti: www.filmtv.it