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spettatore riflessioni su cinema e letteratura
REC 2: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 14 gennaio 2010
 Poster rec

La simbologia dell’horror imbriglia la fantasia degli autori e il poster ne è esempio concreto: la spia rossa del videoregistratore diventa un occhio demonico, ospite inquieto degli interni, potenziale carnefice di un umanità destinata a sprofondare nell’oscurità. Le macchine cannibalizzeranno il sapere umano, frantumandolo, e saranno l’oggetto esclusivo dell’archeologia del futuro.

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IO, LORO E LARA: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 7 gennaio 2010
 Locandina io loro e Lara

L’idea della nuova pellicola di Verdone non è nuova ed è esplicitata fin troppo chiaramente dal poster: il contrasto  fra l’uomo di fede, il missionario, l’io e gli uomini comuni, loro.  La contrapposizione serve a definire secondo una schematica antitesi una società  materialista ed egoista: l’abito talare è adatto a un poeta satirico piuttosto bonario che si propone di castigare sorridendo i costumi del mondo. L’espressione spensierata dell’umanità in posa  attorno al religioso altrettanto gaio  denuncia comunque uno sguardo più complice che severo:  il sacerdote è disceso dal cielo, ma in fondo non ne ha ricavato altro da portare sulla terra al prossimo. Se la voce di Dio c’è, il frastuono della festa la ricopre e l’unica possibilità di salvezza è …Lara

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PIOVONO POLPETTE: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 24 dicembre 2009
 Poster piovno polpette

E se dal cielo piovessero polpette? Nelle ere bibliche sarebbe stato un dono/ricompensa di Dio all’umanità vittima di carestie, oggi invece sarebbe una punizione per la sua ingordigia: tuttavia nell’universo simulato dei cartoni animati la fantasia creativa irride all’equilibrio etico, cosicché la stramberia o l’errore involontario dei suoi buffi abitatori asessuati, uomini animali o robot, attraversa indifferentemente il peggiore e il migliore dei mondi possibili scompigliandone gli eventi, allentate le redini del tempo e dello spazio. La figura femminile, riparata dall’ombrello e l’inventore esultano per aver trionfato sulle leggi di natura, ma il cielo azzurro e ai loro piedi il suolo si trasformano in discarica stercoraria.  L’impasse fornirà forse il pretesto tematico alle esibizioni mirabolanti del 3D.

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IL CANTO DELLE SPOSE: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 18 dicembre 2009
 Poster il canto delle spose

Perché le spose cantano? Perchè sono felici ed innamorate o piuttosto perché, in certe parti del pianeta, assomigliano ai carcerati che esuli in una cella, esprimono in tal modo il desiderio di tornare alla luce del sole o il sogno di una vita impossibile? L’afflizione delle due donne affacciate su un paese in guerra e il contesto del poster rimandano a una realtà drammatica di barriere invalicabili e di ponti chiusi: nel mito, corpi di dee e sirene modulando voci armoniose evocano l’ambigua dolcezza di un misterioso pericolo, la Storia nella sua prosaicità lo ha trasformato nel simbolo delle ribellione interiore e dell’aspirazione a un mondo migliore.  

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WELCOME: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 16 dicembre 2009
 Poster welcome

In riva a un mare grigio e cupo, immagine di una natura da sempre nemica, un uomo e un ragazzo: il ragazzo sta per tuffarsi l’uomo lo guarda preoccupato, poco convinto. Il quadro rimanda alla visione pessimistica di molti filosofi: nascendo veniamo gettati, corpi senza significato, sulla spiaggia dell’essere, ma la nave affiorante dalla nebbia rimanda  all’ostilità degli uomini che sostituiscono la guerra alla solidarietà.  Al di là delle onde la terra che ci dà il benvenuto non si vede, forse esiste, forse si nasconde dietro il velo della foschia o forse è solo un illusione che ci sospinge in mare aperto in mezzo alla tempeste. Di questo comunque parlano i due, a questo pensano, giacchè nient’altro dovrebbe essere l’oggetto del dialogo fra essere viventi.




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L'UOMO NERO: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 11 dicembre 2009
 Poster l'uomo nero

La luce di una lampada fa affiorare dal buio, circonda di un alone dorato e rende fosforescenti figure e momenti di una fanciullezza perduta: il bambino spaventalo dall’oscurità e dall’uomo nero si affaccia a una porta, gli adulti al di là sembrano ispirare per lui calore, affetto e fiducia…è l’amarcord di Rubini, la malinconica alcova delle memoria.

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A SERIOUS MAN: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 9 dicembre 2009
 Locandina a serous man

La serietà, a cui il titolo allude, è la lente giusta da indossare per guardare dall’alto di un tetto il mondo sottostante? L’uomo nel poster non si lascia distrarre dal frastuono proveniente dall’antenna televisiva vicina, tiene virilmente le gambe divaricate, eppure l’abbigliamento dimesso e l’espressione afflitta del volto denunciano lo svilimento dell’orgogliosa missione esploratrice dell’intellettuale scienziato: la metaforica torre della saggezza e della conoscenza logica sono le tegole di una villetta e l’universo ride beffardo di chi, sacerdoti,  artisti, matematici e  cineasti,  fa dell’investigarne il sacro significato una nobile professione.




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IL MIO AMICO ERIC: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 4 dicembre 2009
 Locandina il mio amico eric

L’abbigliamento e l’espressione del volto quasi truce rendono chiara la chiave di lettura utilizzata dal cantore della working class Ken Loac nella rivisitazione del topos classico della commedia dell’incontro vivificante fra dissimili: il calcio è una metafora per una vita che acquisisce senso grazie alla lotta per mandare finalmente il pallone in porta. Il proletario disperato guarda/cerca ( looking for ) Cantona il campione idolatrato e lo spoglia dall’alone di una celebrità materiale e fuorviante  per identificarsi in lui: il riscatto avviene solamente con la fuga dalla palude interiore della rassegnazione.

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500 GIORNI INSIEME: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 2 dicembre 2009

 Locandina 500 giorni insieme
Ma cosa avviene  prima e dopo, insomma oltre I 500 giorni dell’estate blu? L’allegra vicenda a due esiste anche al di fuori dei disegni sulla maglietta bianca o dall’immaginazione del sorridente ragazzo dalla faccia d’adolescente?  L’orizzonte è nitido, il viso è radioso, ma il poster ricorda un cartoncino d’auguri contenente auguri di tanta felicità in cui però qualcuno abbia tagliato la metà femminile della coppia, cosicché l’uomo, compresso nel disegno, la cerca fiducioso nella figura stampata sulla tshirt, candida come il suo ottimismo




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THE TWILIGHT SAGA-NEW MOON: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 27 novembre 2009
 Locandinapg1

Qual è l’origine delle pallide creature del manifesto? Sono forse nate dalla nebbia sprigionata dal suolo, divinità sotterranea, furie demoniache ingentilite: certo è che l’eleganza dell’abbigliamento e l’espressione sbarazzina del volto  fa venire in mente una simpatica conversione al galateo delle fiction televisiva su streghe e vampiri. Viviamo in un universo edulcorato e simulato, dove  la malvagità del mito viene inevitabilmente sottoposta a censura.

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LA PRIMA LINEA: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 25 novembre 2009
 Locandina la prima linea

Il poster pare una malinconica caricature del noto quadro di Pelizza da Volpedo il “Quarto stato”, musa ispiraritrice del manipolo di guerriglieri in giubbotto: essi si illudono di compiere la loro Marcia trionfale in una magica alba, ma nei loro occhi avviliti di eroi di gangster movie inadeguati si riflette un pallido tramonto senza colori.




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POESIA CHE MI GUARDI: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 20 novembre 2009
 Locandina poesia che mi guardi

Il poster cerca di afferrare come può l’aleatorio concetto di poesia: un colore, una vecchia foto in bianco e nero, il ricordo di un’infanzia felice in compagnia di un cane, pochi versi …ovvero una sguardo di lato, da lontano, da vicino, dal passato, dal futuro e nel presente…un occhio omnisciente, un sorriso fra le lacrime, la consolazione di un dolore ritrovato….

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GLI ABBRACCI SPEZZATI: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 18 novembre 2009
 Locandina abbracci spezzati

Non è la vita il volto ricamato sul poster a sfondo bianco aggrappato disperatamente a delle figure geometriche: il cinema è il mezzo con cui la memoria armonizza i ricordi, ma essi svaniscono nel nulla e la bellissima donna grida “tienimi con te non farmi svanire nel nulla”..ma poi, nonostante la passione del cineasta Orfeo, l’abbraccio si spezza e lei torna nell’oscurità dell’Ade.




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SEGRETI DI FAMIGLIA: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 13 novembre 2009
 Locandina di segreti di famiglia

Spicca sullo sfondo in bianco e nero come il lampo di un proiettile un titolo strano e per questo evocativo: Tetro è in realtà l’abbreviazione di un cognome e riporta alla memoria la consuetudine dei ricordi legati a  cronache familiari di peripezie e luoghi lontani. Un marinaio  con una sacca sulle spalle, esule in terra straniera o figliol prodigo, guarda all’interno di un portone, un volto affiora dall’ombra… La pellicola autobiografica di Coppola pare così nella sovrapposizione di immagini adeguarsi al flusso di coscienza dell’autore stesso.

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NEMICO PUBBLICO: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 11 novembre 2009
 Locandina nemico pubblico

La femme fatale, l’amante appassionata del mitico bandito Dillinger, di cui è immagine speculare, guarda fiera l’avversario che le sta di fronte o il pubblico scandalizzato, sullo sfondo le strade metropolitane illuminate dai riflessi dei lampioni: la vecchia foto di un giornale rivive nella pellicola del regista innamorato delle figure che popolano il suo immaginario.




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MICHAEL JACSON'S THIS IS IT: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 6 novembre 2009
 Locandina this is it

A cosa si pensa guardando la rigogliosa e allegramente screziata figura del poster? A un albero miracoloso, a una scultura spiritosa ed esibizionista, a una creatura metamorfica, a un alieno calato dallo spazi per farsi ammirare da noi umani. in realtà, trattandosi di Michael Jackson è un suono fattosi immagine, un’anfora  ricettacolo di ambrosia uditiva, in sintesi la dannazione prodigiosa  dell’artista, l’essere non un chi ma un “cosa”…

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IL NASTRO BIANCO (2): POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 4 novembre 2009
 Locandina il nastro bianco

Perché ci mette i brividi il bambino  che ci scruta da occhi adulti e calcolatori immerso in un universo raggelante e grigio filtrato da un severo interno borghese? Il nastro bianco al braccio fa di lui un catatonico soldato, uno zombie dall’anima violata, destinato a diventare domani il nostro carnefice…. La crudeltà della figura penetra a fondo, proprio nell’assenza di immagini perturbanti: Haneke esplora le apparenza del reale, dove il morbo omicida affiora inavvertitamente.




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CAPITALISM: A LOVE STORY-POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 30 ottobre 2009
 Poster capitalism love story

Il caustico striscione giallo contro il capitalismo non può che promettere una romantica  storia d’amore fra lo sciatto saltimbanco Moore e l’uomo nero-America visto di spalle con bandiera a stelle a strisce che nasconde dietro le spalle il sacco di dollaro, trafugato chissà dove e chissà a chi. L’imbroglio  perpretato da anni corrode il rapporto, la nevrosi induce alla bulimia il corpo dell’ingannato, costringe alla restrizioni vendicative della satira sbeffeggiante la libertà anarchica dell’artista.

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LA BATTAGLIA DEI TRE REGNI: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 28 ottobre 2009
 Locandina la battaglia dei tre regni

Il solenne dipinto cristallizza in una posa ieratica e fiera un esercito di guerrieri e i loro condottieri indefessi un istante prima della mitica battaglia delle scogliere rosse immortalata dalla Storia del celeste impero e dai suoi classici: lo spettatore entra in sala come in una pinacoteca e la paura e l’ansia per le sorti dei campioni non è che simulazione, sottile catarsi estetica.




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UP (2): POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 21 ottobre 2009
 Locandina up

Il fascio di luce di un proiettore invisibile irrompe nel  silenzio di una parete buia con una sequenza nel quale un anziano visto di spalle deve contrastare l’attacco di anacronistici aerei: ma è anche la copertina di un libro illustrato con l’immagine più esemplare. Arte e fantasia fanno spettacolo nobilitante di  ciò che società e realtà relegano ai margini: le figure non trasbordano dai bordi del riquadro, la ribellione animata si limita all’evasione nell’assurdità del surreale. La perfezione geometrica del poster smentisce però l’anticonvenzionalismo del film, ma è forse inevitabile sottolineatura del virtuosismo artigianale dei laboratori Pixar.  




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LO SPAZIO BIANCO: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 16 ottobre 2009
 Locandina lo spazio bianco

Un girotondo nel bel mezzo di un magnifico mare color smeraldo: il poster, ossimorico, rievoca l’abbraccio salvifico fra speranza  e disperata solitudine. La donna  spicca il volo all’interno di uno spazio bianco, così definito, in quanto intercapedine fra morte e vita:  attorno a lei nessuno e niente ed il magico rituale evocato dalla sua figura da la profondità di un colore cangiante all’esistenza. 

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LA DOPPIA ORA: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 9 ottobre 2009
 Locandina la doppia ora

Una giovane donna si affaccia da dietro un vetro, la barriera fisica, eppure trasparente che lasciandole intravedere la suggestione di un ipotetico altrove la chiama a sé:  lì, in una dimensione temporale altra, sarà possibile, se non vivere almeno conoscere una doppia vita, dove le ore, chissà se una solamente  o tante, sono doppie.  L’esordio di Capotondi,  apprezzato a Venezia, già nel poster promette dunque il noir esistenziale, dove gli eventi sono una blanda eco di stati d’animo, sensazioni ed emozione, che lo spettatore è chiamato a condividere. I fatti reali non sono che deboli riflessi proiettati sulla superficie di un cristallo: la caverna di Platone ovvero l’intuizione del metafisico sposata al feuilleton del giallo. 

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BASTARDI SENZA GLORIA (2): POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 7 ottobre 2009
 Locandina bastardi senza gloria

Il poster nella sua classica sobrietà preannuncia un film sulla Seconda guerra mondiale e lo stesso titolo Inglorious Bastards è una storpiatura di Quel maledetto treno blindato di Castellari. Ci troviamo cosi di fronte a una “brutta copia  di un film già girato e già visto: Tarantino sembra voler attirare sul suo cinema l’accusa di scarsa originalità. Un’arte allusiva quindi che sfida lo spettatore a cercare e a trovare un senso più nell’estetica e nel virtuosismo tecnico che nell’etica e nella verità. Al di là dei confini angusti del reale, la magia dell’inquadratura fa nascere i suoi rigogliosi giardini.   




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DISTRICT 9 (2): POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 30 settembre 2009
 Locandina district 9

Gli alieni sono dei bersagli contro cui sparare e da rinchiudere in recinti sorvegliati: il lager umano a misura di extraterrestre raffigurato dal poster illustra il cambiamento di prospettiva del lungometraggio rispetto alla tradizione del genere fantascientifico.  L’aggressività nei confronti di chi non ci assomiglia è peculiare della nostra specie, le misteriose creature venute dalle profondità dello spazio moralmente sono meritevoli della vittoria morale sui loro carnefici.  I sentieri fra le stelle sembrano essere l’illusione ottica, nella realtà preclusa per chi  ha architettato esclusivamente campi di concentramento e ghetti.




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BAARIA: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 25 settembre 2009
 Locandina baaria

Per il bambino che vi nasce e vi muove i primi passi ogni luogo del mondo è un deserto sabbioso a cui deve dare un nome e che deve popolare di cose e persone con la sua fantasia: Baaria, il nome fenicio di Bagheria, vicino a Palermo, evoca uno spazio  esistenziale, dove storia e realtà vivono solo di riflesso. L’infanzia del pastorello protagonista del poster è l’età dell’oro, a cui è consentito far ritorno solo nella trasfigurazione epica del fotogramma. Granelli di sabbia, immagini  sgranate dalla “penombra che abbiamo attraversato” ( Proust)

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IL MIO VICINO TOTORO( 2): POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 23 settembre 2009
 Locandina il mio vicino totoro

Nell’oscura e labirintica foresta della fiabe, le bambine hanno trovato rifugio sul grembo luminoso del troll, Totoro: lui le ha guidate, ha fatto sì che non perdessero la strada e che soprattutto non cadessero vittime della disperazione. Evidente che si tratta di un luogo segreto, dove solo delle fanciulle innocenti  hanno il privilegio di arrivare Al di là degli alberi esiste la vita normale e il mondo inquinato e senza magia degli adulti. Nella favola e nell’infanzia sta la salvezza del mondo: è in sintesi il messaggio di tutta la filmografia di Miyasaki. Ma forse ai grandi è preclusa la pace dell’idillio proposta dal poster.




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IL GRANDE SOGNO: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 18 settembre 2009
 Locandina Il grande sogno

L’utopia sessantottina si inscatola all’interno del cortile di un asettico edificio universitario, dove un gruppo di ragazzi gira a tondo in bicicletta. All’ombra dello striscione rosso il grande sogno, raccontato da Michele Placido,  ripresenta così il classico triangolo borghese con la bella donna al centro, oggetto della contesa fra i due cavalieri protettori.

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DRAG ME TO HELL (2): POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 16 settembre 2009
 Locandina drag me to hell

“Trascinami all’inferno” è il rovesciamento della preghiera: anziché supplicare Dio di proteggerci dal male, si invoca il diavolo perché ci afferri con i suoi artigli e ci porti nel suo regno a bruciare fra le fiamme. Se si guarda bene, lo sconvolgimento che anima la giovane donna del poster assomiglia molto al piacere di un orgasmo: la libidine innata ci rende partner ideali delle forze demoniche. L’anima si offre spontaneamente a chi la vuol rapire. La dannazione allora assume le forme delle nostre fantasie ed è pertanto più ludica che reale: l’horror, di cui Raimi si rivela maestro,  è un gioco edificato sull’ambiguità della morale umana.




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IL CATTIVO TENENTE.ULTIMA CHIAMATA NEW ORLEANS: POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 11 settembre 2009
 Locandina il cattivo tenente. utima fermata new orleans

Nel poster del “Cattivo tenente” di Abel Ferrara un corpo agonizzante,  sfatto dal vizio, simbolo nudo di decadenza fisica e morate irreversibile, pareva supplicare pregando la grazia di una redenzione. L’attuale remake di Herzoc minaccia colpi di pistola sullo sfondo dell’esplosione di un vulcano con lapilli e fuoco: il cielo forse non tornerà più terso, ma se c’è una speranza di purificazione essa è nell’azione umana riparatrice e non più nell’invocazione a Dio.

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VIDEOCRACY. BASTA APPARIRE (2): POSTER
post pubblicato in MANIFESTO FILM, il 9 settembre 2009
 Locandina videocracy-basta apparire

Al centro del poster che restituisce la frammentarietà del reportage di Gandini sta la parola chiave, il bel neologismo videocracy, la nuova bandiera d’Italia considerato che ne ha gli stessi colori: perché non dirlo in italiano allora, videocrazia? La sparizione di una lingua  è il sintomo più spaventoso della perdita d’ identità di un Paese: l’impasto linguistico non è  generato dalla ricchezza lessicale o dalla flessibilità, ma dalla sostituzione di un vocabolario riflesso di una coscienza civile con un gergo omologante. L’enciclopedia di un intera civiltà è di conseguenzai stata spazzata via dall’accumularsi frastornante di immagini: il bombardamento ottunde sensi e pensiero. Chi ne è responsabile e chi sono i videocrati? Perita l’umanità nella rivoluzione mediatica le simulazioni  generate a getto continuo e ovunque dagli schermi invadono la realtà e ne sono gli invincibili tiranni. Una subdola anarchia di situazioni e figure, che soffoca il diritto all’essere degli individui




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